Chi é il tutor DSA?E il tutor ADHD?
Il tutor DSA/ADHD è uno specialista che supporta e affianca gli alunni con un Disturbo Specifico dell’Apprendimento o con un Disturbo dell’Attenzione e/o Iperattività durante il proprio percorso di studi.
Il tutor si occupa infatti di aiutare gli studenti “in difficoltà” nel tempo extra-scolastico, con l’obiettivo non soltanto di far svolgere i compiti assegnati, ma di costruire, attraverso una corretta pianificazione dei “compiti”, un metodo di studio personalizzato (rispettoso le caratteristiche di ogni bambino/ragazzo) affinché venga così raggiunta una possibile autonomia/efficienza negli apprendimenti curriculari.
Per perseguire tale obiettivo il tutor deve conoscere a fondo l’alunno, lavorare “insieme” a lui, fino ad individuare il metodo di studio a lui più funzionale, quello in cui siano valorizzati i punti di forza posseduti così da garantire un pieno e soddisfacente proseguimento del proprio percorso di studi.
Il filo conduttore è quello di mettere al centro la persona indipendentemente dalla presenza di una possibile dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia o di un disturbo di autoregolazione: in tal senso il tutoraggio può talvolta assumere un significato più ampio e diventare, per percorsi più brevi, un supporto allo studente anche solo in situazioni di “difficoltà” e non di solo “disturbo”.
Il supporto, oltre che all’alunno, viene allargato all’intero nucleo famigliare con l’obiettivo di accompagnare anche i genitori, co-attori preziosi nel percorso di crescita di ogni alunno quanto la scuola, in una conoscenza più profonda delle difficoltà del figlio. Conoscere le caratteristiche delle difficoltà del soggetto consentirà così di instaurare un dialogo più proficuo e costruttivo tra le parti. Infatti, la figura del tutor DSA cerca di creare una rete con i docenti, credendo fermamente che uno scambio di informazioni circa le caratteristiche dell’allievo nei diversi contesti sia una risorsa irrinunciabile per le figure che dello studente si prendono cura (rete di care-giver).
Il lavoro del bambino o ragazzo con il tutor, quindi, non si limita a portare a compimento le consegne scolastiche o a prepararsi per interrogazioni, esami e compiti in classe, ma punta piuttosto a insegnare al ragazzo come gestire il proprio “disturbo” in ambito scolastico, imparando a scoprire le modalità di lavoro più funzionali alla luce dei punti di forza posseduti seppur spesso nascosti!
Con il tutor l’alunno imparerà a gestire meglio il proprio tempo studio, a pianificare adeguatamente i carichi ed a conoscere/utilizzare gli strumenti compensativi previsti nel proprio Piano Didattico Personalizzato (software per sintetizzare la lettura o la dettatura controllata, programmi di videoscrittura con correttore ortografico, mappe concettuali/mentali tanto cartacee quanto digitali, modalità di accesso e uso dei testi in formato digitale, app per calcolatori o fogli di calcolo e tanto altro).
Come si diventa TUTOR?
Ad oggi non esistono percorsi obbligatori per diventare tutor, ma questa figura potrebbe avere una formazione universitaria in ambito psico-pedagogico e potrebbe aver proseguito il suo percorso con Master o con corsi specifici sui DSA/ADHD.
Per lavorare in questo ambito l’esperienza pratica nell’insegnamento e/o nel lavoro terapeutico con i bambini e i ragazzi può aiutare in modo significativo a sviluppare competenze didattiche e relazionali che faciliteranno empatia esupporteranno una adeguata alleanza terapeutica, funzionale al raggiungimento degli obiettivi attesi dal tutoraggio.
Per diventare un tutor DSA/ADHD è necessario quindi avere delle solide basi neuropsicologiche sul mondo dei Disturbi/Difficoltà dell’apprendimento in senso lato, perché solo una adeguata conoscenza delle varie caratteristiche dei profili incontrati può assicurare una adeguata impostazione del lavoro di tutoraggio.
Un costante aggiornamento e la possibilità di integrare attività sul campo diversificate con una buona dose di empatia e voglia di mettersi in gioco nella “relazione di aiuto verso chi ha una fragilità” sono ingredienti fondamentali di questo lavoro.
La volontà a lavorare “in rete” è infine un requisito fondamentale, laddove la complessità quando la ricchezza di ogni soggetto impone uno sguardo più ampio dove il disturbo è sì importante, ma è il soggetto in primis il focus dello sguardo congiunto di tutor, equipe diagnostica, scuola e famiglia!

